La mia terra

Merecoppe

Il Comune di Serrara Fontana, malgrado il fluire dei secoli, ha conservato il fascino di una comunità di montanari ed agricoltori, gelosi custodi delle tradizioni.

Il Comune si trova a 400 metri sul livello del mare

Fontana è molto antica dal momento che si trova elencata fra i Casali dell’Isola d’Ischia fin dal 1270. Il toponimo “Futane” compare in una tavola di marmo datata 1374. Si tratta di una iscrizione dettata da un Vescovo di Ischia per ricordare la costruzione di opere di fortificazione.

Nella frazione di Noia, un piccolo borgo medioevale, sono stati rinvenuti reperti molto antichi risalenti addirittura al III sec. a.c.

Il nome Fontana è dovuto alla presenza di una copiosa fonte d’acqua potabile, intorno alla quale dovette sorgere il casale. Fonte che i più riconoscono nella fonte di cava di Pallarito e che fu distrutta da una frana circa 200 anni fa.

Serrara ( letteralmente “serrato, luogo rinchiuso fra i monti” ) risulta sconosciuto fino al XVIII secolo. Compare ufficialmente insieme all’abitato con la fondazione della Parrocchia nel 1641.

Il territorio è principalmente collinoso, ricco di vigneti, castagneti,colture di agrumi, segnati da profondi carpacci prodotti dalle frane, dalle acque alluvionali e dai fenomeni di origine vulcanica che in varie epoche si sono abbattuti con violenza sull’isola d’Ischia.

Il Monte Epomeo è il rilievo più imponente dell’isola d’ Ischia ( 787 metri ), formatosi in seguito a fenomeni vulcanici di natura effusivo – esplosiva che hanno interessato il territorio isolano nel corso dei secoli .

In tempi antichi, i contadini cominciarono a scavare nella roccia a colpi di piccone al fine di realizzare grotte e ripari grazie alle quali difendersi da pioggia e freddo. Questi anfratti, furono ampliati e ridefiniti nel corso del tempo, ricavando dal tufo cunicoli, gallerie ed un Eremo dedicato a San Nicola di Bari.

Queste abitazioni tufacee si trovano inoltre sparse un po’ per tutto il comune, questo perché il tufo ha la proprietà di mantenere una temperatura gradevole sia nel periodo invernale che in quello estivo e particolarmente adatta alla conservazione dei vini.

Sulle verdi pendici dell’Epomeo, in grotte e dirupi, si rifugiavano gli abitanti della zona circostante in tutti i casi di pericolo.

Furono create delle fosse presenti ancora oggi nei boschi della Falanga,servivono per ammassare la neve nel periodo invernale per poi ricavarne ghiaccio in estate. Sulla cima del Monte Epomeo si accendevano i fuochi per segnalare l’avvicinarsi di navi nemiche oppure situazioni di rischio o minaccia per gli isolani.

Si può dire che il comune vanta diversi “primati”: è, infatti, in termini di popolazione,è il meno popoloso dei sei comuni dell’isola d’Ischia.

È inoltre l’unico comune dell’isola che si prolunga dal mare con il borgo di Sant’Angelo fino alla vetta più alta dell’isola.