La Cantina Di Pasquale Cenatiempo

Finalmente inauguriamo questa rubrica con l’avvento del nuovo anno. Colgo l’occasione per fare i miei più cari auguri a voi lettori per un anno ricco di cose buone e… di tradizioni!

A proposito di tradizioni, oggi Iris, Roberto ed io (Michelangelo) ci siamo recati all’antica cantina CENATIEMPO di Pasquale Cenatiempo.

Pasquale ci ha accolti con entusiasmo accettando di rispondere alle nostre curiosità, ad una sola condizione: “non amo apparire, sono uno che lavora dietro le quinte”. Questa sua premessa mi ha colpito molto, è attraverso la sua semplicità che ho capito chi avevamo di fronte!Figlio d’arte si ritrova “con i piedi dentro al vino” avendo ereditato la passione dal Papà. Questo personaggio ischitano ha uno sguardo profondo e quando parlo con lui e l’osservo gesticolare, mi stupisco della sua sincerità, è condotto dalla passione del proprio lavoro.La sua è una piccola azienda fatta da persone semplici che hanno rapporti diretti con viticoltori sparsi un po’ per tutta l’isola d’Ischia, ma in modo particolare nella zona alta “merecoppe”.

Abbiamo assaggiato diversi vini che sono in fase di fermentazione e quindi sprigionano un boom di profumi e sapori. Vi posso assicurare che degustare 4-5 tipologie di vino alle 10 e 30 del mattino è a dir poco “ubriacante”.Te ne esci col sorriso di un bambino curioso che ha finalmente fatto una scoperta.

L’azienda Cenatiempo vini d’Ischia ha una cantina antica che, ci spiega Pasquale, è li dagli anni settanta, infatti i “contenitori” del vino sono in cemento armato vetrificato. Inizialmente voleva inserire “contenitori” in acciaio per adeguarsi ai moderni metodi di conservazione, ma poi, decidendo di lasciarli per una questione affettiva, ha fatto sì che quei contenitori in cemento diventassero il suo marchio di fabbrica legato alla tradizione del papà!

 

 

Ma veniamo al dunque! Se ci seguite sul blog sapete di certo che Pasquale ha risposto al nostro questionario di Proust rivisitato in chiave enoica :

 

IL TRATTO PRINCIPALE DEL CARATTERE DEL TUO VINO:

freschezza supportata da concentrazione

QUEL CHE APPREZZI DI PIU’ NEI TUOI VINI:

che ogni anno sono una scommessa nuova

IL PAESE IN CUI VORRESTI PIANTARE LA TUA VIGNA (A PARTE ISCHIA):

Nuova Zelanda

UN PRODUTTORE DI VINO CHE STIMI:

De Angelis Gioacchino. Su questa domanda ci tiene in modo particolare ad approfondire il perché. Lo sente vicino perché Sorrento è come Ischia, un luogo turistico dove il vino rischia di diventare un souvenir da portare a casa e proprio il suo collega De angelis ci è caduto con i piedi dentro come lui e cerca di portare le vigne come parte integrante di quel luogo.

LA RIFORMA CHE APPREZZI DI PIU’:

il controllo dal satellite delle superfici vitate

IL DONO DI NATURA CHE VORRESTI AVERE:

intuito

LA QUALITA’ CHE PREFERISCI IN UN UOMO:

onestà

LA QUALITA’ CHE PREFERISCI IN UNA DONNA:

Trasparenza

L TUO SOGNO DI FELICITA’:

poter viaggiare tanto lavorando

QUALE SAREBBE PER TE LA PIU’ GRANDE DISGRAZIA?

Malattia

LA FORMA D’ARTE CHE PREFERISCI?

la musica

IL TUO MOTTO:

Ovviamente non ne ho uno preferito

 

Inoltre insieme a Pasquale Cenatiempo abbiamo deciso di parlare di uno dei suoi vini(Kalimera) e abbiamo pensato di parlarvene cosi:

Kalimera è un nome bellissimo per un luogo, perché lo definisce sotto molti punti di vista.Ne rivela la storia,il popolo che lo ha vissuto, e ne rivela il fatto che da lì è possibile assistere ad albe meravigliose! …Kalimera ,Buongiorno per gli antichi greci, è un nome che va al di là della semplice toponomastica .
Ad Ischia Kalimera è una piccola collina di circa 600m slm nel comune di Serrara Fontana. Qui sorge la vigna di Pasquale Cenatiempo, una vigna dove la Biancolella la fa da padrona e che il nostro amico vignaiolo ha deciso silenziosamente e con la sensibilità che lo contraddistingue di gestire secondo i principi dell’agricoltura biodinamica. Per un agricoltore decidere di abbracciare la biodinamica è un atto molto molto sentito perché si tratta di vedere la propria azienda,vinicola in questo caso, come un organismo vivente vero e proprio che a sua volta fa parte di quell’immenso organismo vivente che è il cosmo.Non è pura filosofia questa, ma la scelta consapevole di prendersi cura della propria terra nella maniera più sostenibile possibile rifiutandosi di intervenire chimicamente nella gestione del suolo e delle vigne. Anche al momento dell’arrivo dell’uva in cantina Pasquale cerca di essere il meno invasivo possibile sui mosti,aggiungendo quantità impercettibili di solfiti ,controllando la fermentazione con la temperatura. Fermentazione che avviene solo con l’uso di lieviti autoctoni.
Alla fine di questo gran lavoro, quello che ne viene fuori è un vino che non può che chiamarsi,come omaggio alla terra dalla quale proviene Kalimera.
Il Kalimera è un vino che si fa aspettare perché riposa parecchio ,prima 4 mesi in acciaio sulle fecce fini e poi altri 120 giorni in bottiglia. Il risultato è un vino bello già allo sgurado :giallo oro luminosissimo. Al naso inizia a farci ricordare che è un vino delle isole,un vino del mare,pieno com’è di note mediterranee: pesche,fiori d’arancio ma anche e soprattutto una sensazione salmastra,minerale lunghissima e affascinante. In bocca è pieno,morbido il giusto ma quello che colpisce  è che l’acidità e la sapidità sono incredibilmente vivide e che unite proprio a quel corpo pieno lo rendono un vino di grandissima bevibilità per il quale tra l’altro,andando contro a tutto quello che si dice sui vini dell’isola, immaginiamo un futuro evolutivo più che roseo che non vediamo l’ora che arrivi…Noi abbiamo bevuto la 2010 ed un sorso di quel futuro lo abbiamo già avuto…ma poi abbiamo assaggiato la 2012 che ancora riposa nella sua bella vasca di cemento e ci ha fatto pensare che il meglio deve ancora venire…

Nessun commento.

Lascia un commento

You must be logged in to post a comment.