Ischia, cibo sano e tradizione

Ischia è un isola dai mille colori e indefinibili sfumature…

Mare e montagna, sole e verde, tutto contribuisce a rendere magica questo bellissimo angolo d’Italia. Ma Ischia è fatta anche di odori, di essenze, di sapori.   E’ abituale camminare per i vicoli piu antichi dei borghi ischitani e sentire l’aria impregnarsi di dolci inviti che stuzzicano l’appetito , riempiendo tutto il campo culinario, dal dolce al salato.

coniglio-all-ischitana

L’arte culinaria ad Ischia è un meraviglioso alternarsi tra la tradizione contadina, piena di piatti che utilizzano sagacemente sia i prodotti della terra che quelli animali, e quella della tradizione marinaresca dove i ricchi fondali dell’isola offrono una variegata tipologia  di prodotti. In passato entrambe le tradizioni erano in simbiosi, utilizzando con il baratto delle merci un pratico scambio commerciale di prodotti alimentari fra le zone marine e quelle interne dell’isola. In verità,che l’arte culinaria ad Ischia sia in simbiosi con la vita dell’isolano stesso è facilmente riscontrabile anche nello stile di vita dell’isolano stesso, nel conformazione delle sue abitazioni.

E’ facile trovare oggi, come secoli fa, piccole case o anche grandi palazzi con annessi cortili interni con vigneti con grappoli d’uva come perle baciate dal sole, limoneti dove il giallo ti acceca dal riverbero, cantine da cui sale il profumo inebriante del mosto. Oppure notare tettoie sotto le quali vengono appesi i tradizionali “piennoli di pomodori”, metodo tradizionale di conservazione dei pomodori che vengono riuniti in un unico grappolo al fine di ottenere un pomodorino sempre fresco e pronto all’uso. Allo stesso uopo vengono riuniti in trecce sia l’aglio e le cipolle. E non di rado è facile osservare sull’ “asteco” (il tetto delle case) recipienti (spaselle) con fichi messi lì ad essiccare  o anche i pomodorini per ottenere, una volta essiccati e trattati con acqua e sale, le conserve. Insomma dovunque il turista si volti troverà, in Ischia, una sublime commistione tra la vita di tutti giorni, la natura dell’isola e l’arte culinaria.

Arte che trova la sua sublimazione in alcuni piatti tipici dell’isola, come il “Coniglio alla Cacciatora”, dove di per se è già meraviglioso il modo di allevamento dell’animale stesso, mantenuto in stato semibrado e cresciuto nelle sue fosse originali. I pescatori isolani forniscono tutto il necessario per piatti semplicemente fantastici come le “alici dorate e fritte”, la “frittura di paranza”, il “ polipo affogato”.Dalle sue verdi colline e dai sue terreni, che dalla forza delle passate eruzioni e depositi lavici formatisi traggono vigoroso sostentamento, un generoso patrimonio agricolo fornisce le tavole isolane di piatti meravigliosi come la “parmigiana di melanzane”, la “ minestra ammaritata” dove la verdura viene cotta nell’acqua risultante della bollitura di pezzi di carne varia. Oppure come non citare le deliziose “zeppole di ciurilli” che altro non sono che deliziose fritture di fiori di zucchine.

Lfresella pomodoroa cucina ischitana è anche ricca di piatti che solo all’apparenza sembrano poveri, ma che invece mantengono la quintessenza della natura presente sull’isola. Così sono assolutamente da provare la “fresella col pomodoro”, pane tostato su cui vengono letteralmente schiacciati i pomodorini freschi..oppure la” caponata”, incredibile mix di pane spugnato, olio, verdure varie e magari anche alici salate e  prodotti sott’olio. Piatti questi facili e veloci da confezionare, nati sotto le esigenze contadine di nutrirsi con piatti di sostanza ma che non togliessero troppo tempo al lavoro nei campi, ma non per questo perdenti in gusto!!!
Oppure laddove  le barche (“paranze”) dei pescatori tornavano a mani vuote ecco scatenarsi la fantasia del popolo, che un piatto pur lo doveva mettere a tavola: nasce così la ricetta del “pesce fuito” , ovvero il pesce scappato: pane, acqua calda, aromi, aglio e pazienza se del pesce c’è solo il desiderio!
Chiudiamo con un tratto poco noto ma assai meritorio dell’arte culinaria in Ischia: i funghi! L’alternarsi, nell’isola, di paesaggi marini e montuosi insieme hanno dato vita alla crescita spontanea, nei periodi autunnali, di una varietà di funghi porcini apprezzata tra le migliori in tutt’Italia, denominati sull’isola “ U Cap’ Nir” dal suo inconfondibile cappello.

fungo porcino ischia

Di diritto quindi è entrato nei piatti piu’ rinomati  dell’isola, fornendo con il suo sapore e l’altrettanto caratteristico odore (vi sfidiamo a provarlo, ne rimarrete inebriati) la vera sensazione che di diritto ha dato ai funghi l’appellativo di “carne degli dei”!!
Naturalmente non dimentichiamo comunque che oltre ad offrire piatti di varia natura e per tutti i gusti, Ischia offre anche ottime libagioni nelle sue piu varie forme di vini ottenute dai ricchi e meravigliosi vigneti dell’isola. Allora perché non accompagnare il tutto con  il classico “Biancolella”, “Kalimera“, il rosso “Per’ e Palummo”, e tant’altri ancora.
Insomma, benvenuti ad Ischia e..buon appetito!!!!

 

un grazie speciale ad Antonio Mattera, autore dell’articolo!

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