il Vino d’Ischia

         Il Vino d’Ischia

“bellissimi giardini e copia di delicati frutti, vini perfetti di più forti, sì come in eccellenza sono il Sorbigno, il Greco, il Latino, il Codacavallo e simili”.

Cosi’ alla fine del 1500 parlava Iasolino dei vini dell’isola d’ischia descrivendoli come prezioso completamento delle cure termali per il loro carattere fresco e corroborante.

Ma la storia del vino della nostra isola è molto più antica e studiarla,entrarci dentro è molto di più di un vero percorso enologico ed ampelografico.  Studiare il vino d’Ischia è iniziare un percorso antropologico ed etnografico di grande fascino, che ci parlerà di popoli conquistatori dei quali ancora oggi possiamo intravedere i ricordi sottoforma di costruzioni linguistiche e ,nella nostra sfera d’ interesse, di diverse forme di allevamento,queste ultime in particolare è come se letteralmente dividessero in due l’isola, che così si ritroverebbe ad essere per metà etrusca e per metà greca. La cultura etrusca è ravvisabile nella viticultura espansa e nelle altre forme di allevamento della vite, quella greca, in forme di allevamento più basse e anche ad alberello .

Un tempo la maggior parte delle viti erano allevate alte,abbarbicate ed abbracciate ad alberi(i cosidetti tutori vivi) o ai pali di castagno(tutore secco) soprattutto in seguito all’incremento micidiale della popolazione isolana tra la metà del 1500 e l’inizio del 1900 dove essa passa da 3400 a 31000 unità. In questo modo molta terra fino ad allora destinata all’agricoltura viene usata per costruire case e per questo la popolazione rurale è costretta ad usare al meglio il poco spazio che le rimane e quindi mentre in alto coltivava l’uva, in basso, in mezzo alle vigne, poteva tranquillamente continuare a coltivare il resto,addirittura tenere alberi da frutta o fare in modo che questi fossero proprio i tutori delle viti.

Oggi questa forma di allevamento molto suggestiva, la possiamo ammirare ad esempio a Campagnano, sul lato est dell’isola dove le viti sembrano pronte a tuffarsi in acqua da un momento all’altro.

 

 

Le forme di “allevamento basso” che invece oggi sono le più comuni, sono sempre state presenti soprattutto nel lato ovest dell’isola, come ad esempio ai Frassitelli o a Forio.Ne è Testimone  questa vite centenaria che si trova nel Bosco della Falanga.

 

 

Ed anche l’archittura della nostra isola è sempre stata segnata dall’allevamento della vite, basti pensare alle Parracine che ancora oggi delimitano orti,terreni o sostengono terrazze. La nostra viticoltura è detta eroica: fatta di terrazze a strapiombo sul mare dove la vendemmia non può che essere manuale.

 

La storia dei vignaioli di ieri ancora è visibile qua e là. Oggi si possono infatti vedere antichi palmienti e pietra torcia ,originari protagonisti delle vendemmie di un tempo.La vendemmia avveniva in due fasi. La prima attraverso un grosso recipiente in muratura,per lo più di tufo verde, dove un tempo l’uva veniva pigiata con i piedi e dal quale  il mosto ottenuto scivolava dentro le VASCATERRA. Da queste veniva raccolto e messo in botti e damigiane, in cui aveva inizio la fermentazione. Nella fase successiva veniva usata una grossa pietra di tufo verde, con un foro in alto e due laterali, utilizzata per secoli dai contadini di Ischia come peso nella spremitura delle uve, successiva a quella effettuata con i piedi.

 

 

La Pietra Torcia

Oggi le uve più diffuse sono: per i Bianchi la “Biancolella” e la “Forastera” per i rossi il “Per’ ‘e Palummo” e la “Guarnaccia”. Ne esistono svariate, in minor quantità e dai nomi curiosi come “San Lunardo”, “Coglionara”,”Rilla”,”Cannamele” e perfino una varietà di “Malvasia” del tutto simile a quella delle Lipari.

 

C’è tanto da raccontare sui vini dell’isola d’Ischia e lo faremo partendo dalle persone: dagli uomini e le donne che oggi curano le nostre vigne. Con loro partiremo alla scoperta di questo mondo.

Alla prossima puntata

Roberto e Iris

 

0 Commenti

  1. [...] varia natura e per tutti i gusti, Ischia offre anche ottime libagioni nelle sue piu varie forme di vini ottenute dai ricchi e meravigliosi vigneti dell’isola. Allora perché non accompagnare il tutto [...]

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