Category Archives: Esperienze

Antiche sensazioni

Oggi, entrando in casa di mio Zio Antonio Mattera (87 anni), ho scoperto delle testimonianze dal passato molto interressanti. Queste erano le chiavi delle varie porte delle proprietà. Erano un po’ grosse sì, ma almeno non avevano bisogno dei portachavi!           E questi? Avete mai sentito parlare della conservazione degli alimenti sotto sale? Bene, questi erano i contenitori! Grossi vasi di terracotta , laccati, facili da pulire, che venivano riempiti di sale e alimenti quali: carni (maiale più che altro) e pesci (baccalà, alici). Sono scomparsi ma non del tutto, un po’ per le nuove regole di igiene un po’ per comodità. Erano questi i frigoriferi di un tempo!   Non potevano mancare nella bacheca di casa “i mortai” rigorosamente di legno e fatti a mano e di tutte le misure. Questo strumento veniva usato spessissimo prima e fortunatamente ancora oggi c’è chi, come me, lo.
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Coniglio all’ischitana

Coniglio all’ischitana Lavera storia del Coniglio all’ischitana Dal blog di Francesco Tramontano Eccomi a scrivere di emozioni, sentimenti e ricordi che mi accompagnano lungo il percorso di questa professione un po’ fuori dagli schemi, fatta di cucine, persone, arte, incontri, odori, profumi, tradizioni e la consapevolezza di voler condividere tutto ciò con un numero sempre crescente di amici. Michelangelo Iacono è giovanissimo, è un ragazzo entusiasta della vita, curioso delle cucine altrui, è una persona forte ed anche molto sensibile. Con lui si può discutere di tutto ma soprattutto è bello ascoltarlo quando parla, con una convinzione da adulto, dell’amore per il luogo in cui è nato, del suo impegno nel sociale e delle tradizioni della sua Fontana (Serrara – Fontana, Isola d’Ischia). Qualche tempo fa, prima di una mia partenza da Ischia, mentre ci salutavamo, lui mi ha guardato dritto negli occhi e con quel sorriso di chi vuol.
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Minestra salvagioia

Parlare della Minestra Salvagioia è per me, Francesco, veramente un compito importante e allo stesso tempo una scoperta da divulgare perché non se ne perda la memoria. Non è stato semplice trovare gli indizi che portassero a una ricetta, ma i punti di partenza sono stati ancora una volta Michelangelo Iacono, la sua famiglia e Fontana d’Ischia. Sembra che questa minestra di erbe selvatiche fosse preparata soprattutto nei periodi di carestia e cioè quando non c’era da mangiare ma Michelangelo ed io, non pensiamo sia così. Crediamo invece che questo piatto sia veramente il frutto della saggezza contadina e dell’attenta conoscenza degli effetti terapeutici delle varie erbe utilizzate per la sua preparazione. Sicuramente esiste una differenza tra erbe curative ed erbe da minestra ma probabilmente non è poi così netta poiché, da sempre, la cucina tradizionale locale è basata soprattutto sul consumo di verdure e legumi secchi a cui si.
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Il Raviolo Fontanese

  Generalmente siamo abituati a mangiare ravioli di pasta fresca fatta con uova: la regola sarebbe 1 uovo ogni cento grammi di farina. Inizialmente la sfoglia dei ravioli la ottenevo da un impasto fatto con uova, farina, sale, olio e un po’ d’acqua. Successivamente la mia ricerca sulla tradizione del mio piccolo paese mi ha fatto giungere a delle considerazioni. Parlando con gli anziani del posto, ho scoperto che le uova erano una ricchezza e che molto spesso venivano a mancare, ma la farina c’era sempre nelle case e quindi per fare un po’ di pasta fresca spesso la si faceva con soli due ingredienti: acqua e farina! Ancora una volta una chiacchierata mi ha ispirato per un esperimento, e così le parole di mio zio Leonardo, 95 anni, primogenito di svariati figli della “razza” Acitillo. Mi parlava di un formaggio che si faceva in casa con latte di capra,.
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La pastiera napoletana

La pastiera napoletana per noi campani è un dolce fondamentale nel periodo di Pasqua. E’ risaputo che a Pasquetta quando si va a mettere “il culo sull’erba” alle pendici dell’Epomeo non può mancare nel cestino da picnic questa pietanza! E’ il dolce pasquale per antonomasia, è il simbolo della napoletanità, il colpo finale della grande abbuffata di Pasquetta. Io ho un bellissimo ricordo della pastiera e fortunatamente ne ho mangiate tante e di diverso tipo. Per me la pastiera è un qualcosa di sacro, e sinceramente non la mangio solo a Pasqua, ma a Pasqua seguo con attenzione il “Festival delle Pastiere”, a cui partecipa anche mia madre. Adesso vi spiego in cosa consiste questo “Festival”: Allora innanzitutto in questo periodo si vede un incremento di vendita del grano bollito in barattolo, delle uova e della farina. E’ il periodo che inaugura la stagione estiva, si assapora il primo sole,.
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