About: Michelangelo Iacono

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Coniglio all’ischitana

Coniglio all’ischitana Lavera storia del Coniglio all’ischitana Dal blog di Francesco Tramontano Eccomi a scrivere di emozioni, sentimenti e ricordi che mi accompagnano lungo il percorso di questa professione un po’ fuori dagli schemi, fatta di cucine, persone, arte, incontri, odori, profumi, tradizioni e la consapevolezza di voler condividere tutto ciò con un numero sempre crescente di amici. Michelangelo Iacono è giovanissimo, è un ragazzo entusiasta della vita, curioso delle cucine altrui, è una persona forte ed anche molto sensibile. Con lui si può discutere di tutto ma soprattutto è bello ascoltarlo quando parla, con una convinzione da adulto, dell’amore per il luogo in cui è nato, del suo impegno nel sociale e delle tradizioni della sua Fontana (Serrara – Fontana, Isola d’Ischia). Qualche tempo fa, prima di una mia partenza da Ischia, mentre ci salutavamo, lui mi ha guardato dritto negli occhi e con quel sorriso di chi vuol.
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Minestra salvagioia

Parlare della Minestra Salvagioia è per me, Francesco, veramente un compito importante e allo stesso tempo una scoperta da divulgare perché non se ne perda la memoria. Non è stato semplice trovare gli indizi che portassero a una ricetta, ma i punti di partenza sono stati ancora una volta Michelangelo Iacono, la sua famiglia e Fontana d’Ischia. Sembra che questa minestra di erbe selvatiche fosse preparata soprattutto nei periodi di carestia e cioè quando non c’era da mangiare ma Michelangelo ed io, non pensiamo sia così. Crediamo invece che questo piatto sia veramente il frutto della saggezza contadina e dell’attenta conoscenza degli effetti terapeutici delle varie erbe utilizzate per la sua preparazione. Sicuramente esiste una differenza tra erbe curative ed erbe da minestra ma probabilmente non è poi così netta poiché, da sempre, la cucina tradizionale locale è basata soprattutto sul consumo di verdure e legumi secchi a cui si.
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Il Raviolo Fontanese

  Generalmente siamo abituati a mangiare ravioli di pasta fresca fatta con uova: la regola sarebbe 1 uovo ogni cento grammi di farina. Inizialmente la sfoglia dei ravioli la ottenevo da un impasto fatto con uova, farina, sale, olio e un po’ d’acqua. Successivamente la mia ricerca sulla tradizione del mio piccolo paese mi ha fatto giungere a delle considerazioni. Parlando con gli anziani del posto, ho scoperto che le uova erano una ricchezza e che molto spesso venivano a mancare, ma la farina c’era sempre nelle case e quindi per fare un po’ di pasta fresca spesso la si faceva con soli due ingredienti: acqua e farina! Ancora una volta una chiacchierata mi ha ispirato per un esperimento, e così le parole di mio zio Leonardo, 95 anni, primogenito di svariati figli della “razza” Acitillo. Mi parlava di un formaggio che si faceva in casa con latte di capra,.
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La pastiera napoletana

La pastiera napoletana per noi campani è un dolce fondamentale nel periodo di Pasqua. E’ risaputo che a Pasquetta quando si va a mettere “il culo sull’erba” alle pendici dell’Epomeo non può mancare nel cestino da picnic questa pietanza! E’ il dolce pasquale per antonomasia, è il simbolo della napoletanità, il colpo finale della grande abbuffata di Pasquetta. Io ho un bellissimo ricordo della pastiera e fortunatamente ne ho mangiate tante e di diverso tipo. Per me la pastiera è un qualcosa di sacro, e sinceramente non la mangio solo a Pasqua, ma a Pasqua seguo con attenzione il “Festival delle Pastiere”, a cui partecipa anche mia madre. Adesso vi spiego in cosa consiste questo “Festival”: Allora innanzitutto in questo periodo si vede un incremento di vendita del grano bollito in barattolo, delle uova e della farina. E’ il periodo che inaugura la stagione estiva, si assapora il primo sole,.
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La Panna Cotta

La Panna Cotta è uno dei dolci più diffusi nei ristoranti di tutto il mondo, un dolce semplice che piace tanto anche ai bambini. Una volta lo chef Umberto Regine del ristorante Umberto a Mare di Ischia, mio mentore, mi disse : quando devi provare un piatto fallo provare ad un bambino, lui esprimerà un giudizio imparziale senza preconcetti, e se piace a lui , allora sei sulla buona strada! Questo suo suggerimento mi è rimasto impresso e credo di averne fatto buon uso! Ora vi starete chiedendo: cosa c’entra la Panna Cotta con la tradizione del Sud? Infatti questo dolce sembra avere origini piemontesi. Qualche anno fa ero fidanzato con una siciliana, al mattino mi portava a fare colazione in un piccolo bar, ad Acireale in Sicilia e vedevo decine di bambini fare colazione con granita di caffè, latte di mandorla e una mega brioche inzuppata dentro. Io che.
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